Archivio per luglio 2009

La disinformata nazione di Berlusconi

Giocondo

Giocondo

da it.politica:

cit on

Subject:
La disinformata nazione di Berlusconi
Date:
Sat, 25 Jul 2009 16:06:27 GMT
From:
“Stefano G.” <stgrec@libero.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.politica

La disinformata nazione di Berlusconi
[The Guardian]

Come dimostra lo scarso spazio dedicato alle conversazioni intime registrate
tra le lenzuola di casa, il Presidente del Consiglio italiano ha instaurato
una cultura dell’informazione tipica dei regimi autoritari.

Riguardo alle registrazioni di Berlusconi, probabilmente la cosa che
colpisce maggiormente è che la maggior parte degli italiani sappia solo
vagamente della loro esistenza, quando non la ignorano del tutto.

Il fatto che il periodico d’informazione L’Espresso abbia pubblicato sul
proprio sito le registrazioni realizzate da una donna che dice di essere
andata a letto con lui lo scorso novembre, nella speranza di assicurarsi
denaro o influenze, non è stato riportato dalla maggior parte dei
telegiornali di ieri sera. Per quanto io sappia, la storia è stata ignorata
non solo dai canali Mediaset di Silvio Berlusconi, ma anche dal primo e
secondo canale pubblico, la RAI, e da La7, di proprietà Telecom Italia.
Insieme, totalizzano i due terzi del pubblico nella fascia d’ascolto serale.

Si potrebbe obiettare che, poiché le registrazioni e le trascrizioni sono
state rese disponibili su internet e poiché sono state riportate dalla
stampa, non importa che la TV non se ne sia interessata. Ma ciò trascura due
punti cruciali.

Il primo è che l’Italia è tra le nazioni più indifferenti a internet.
Secondo un’inchiesta del Guardian lo scorso anno meno di un terzo della
popolazione aveva accesso al web e quegli italiani che erano collegati
usavano internet relativamente poco. La media sull’intera popolazione era di
solo due ore a settimana. Questo potrebbe spiegare perché persino Mediaset
fosse oggi felice di pubblicare una storia riguardante le registrazioni sul
suo sito (con la naturale conclusione della tesi dell’avvocato di Berlusconi
per cui sono false).

Il secondo punto importante è che, anche prima dell’arrivo dell’informazione
libera su internet, solo un italiano su dieci comprava i quotidiani.

Il passaparola diffonderà senza dubbio la conoscenza dei nastri, nello
stesso modo in cui ha diffuso una consapevolezza generalizzata che c’è uno
scandalo che coinvolge il Presidente del Consiglio ed alcune donne. Ma è
improbabile che voci e pettegolezzi cambino il fatto che i dettagli dell’intera
faccenda, insieme alle sue ramificazioni di interesse pubblico, rimangono
ampiamente sconosciuti alla maggior parte delle persone in Italia. Questa è
un’importante ragione per cui a Berlusconi è stato possibile ignorare le
richieste di sue dimissioni.

La controversia originale riguardava la chiara accusa della moglie di Silvio
Berlusconi per il suo “frequentare minorenni”, come è emerso per la sua
partecipazione alla festa per il diciottesimo compleanno dell’aspirante
attrice e modella Noemi Letizia.

L’altro giorno mi sono trovato (non esattamente per la prima volta) ad avere
una discussione con un tassista romano. È emerso gradualmente che partivamo
da due punti di vista diametralmente opposti. Lui aveva sentito la
spiegazione di Berlusconi (che la ragazza era la figlia di un vecchio amico)
che era sostenuta dai notiziari televisivi, e dava al Presidente del
Consiglio il beneficio del dubbio. Ma era all’oscuro del fatto che la
spiegazione di Berlusconi non aveva retto ad un successivo esame minuzioso,
perché questo piccolo dettaglio appariva solo in qualche quotidiano.

Ciò che osserviamo in Italia è l’emergere di una cultura dell’informazione
tipica dei regimi autoritari. Ci sono gli informati: essi includono quelli
che leggono giornali come La Repubblica, Il Corriere delle Sera e La Stampa,
coloro che abitualmente navigano in rete (soprattutto giovani), e quelli che
ascoltano le poche stazioni radio indipendenti come Radio 24 Ore.

Quindi ci sono i molto più numerosi disinformati che ancora apprendono le
notizie dai telegiornali controllati direttamente o indirettamente da
Berlusconi. Questa è una situazione anomala e allarmante in una democrazia
occidentale europea, ed ancora di più perché i disinformati sono convinti di
essere bene informati come gli altri. Si indignano, si arrabbiano persino,
se gli si suggerisce il contrario.

Prima della caduta del muro di Berlino, c’era una zona della Germania Est
comunista vicino a Dresda nota scherzosamente come Tal der Ahnungslosen (la
Valle della Disinformazione). A causa di strambe condizioni topografiche o
atmosferiche, i suoi abitanti non potevano ricevere i segnali TV dall’occidente
e quindi dovevano arrangiarsi con le notizie date loro dal regime.

Senza dubbio non erano interamente disinformati. Senza dubbio i turisti in
zona dicevano loro ciò che sapevano. Senza dubbio, qualcuno fra i giovani
che andavano a Berlino per studiare tornava bisbigliando racconti di una
realtà diversa e proibita. Ma essenzialmente la visione del mondo che questi
sfortunati avevano era comunque formata dai loro leader.

Siamo abituati a pensare all’Italia come ad una nazione stretta e lunga con
una spina dorsale montagnosa. Ma fino a quando Silvio Berlusconi rimarrà in
carica faremmo meglio ad immaginarla attraversata da un vasto e profondo
crepaccio – una nuova Valle della Disinformazione.

http://www.guardian.co.uk/

cit off

IDV Marino

Palozzi a Marino: IL SINDACO DELLE GRU

troppe gru nel cielo ..

troppe gru nel cielo ..

CHE ACCADRA’ AL  DIVINO AMORE ?

NOI DELL’ITALIA DEI VALORI NON SIAMO IN QUESTO CONSIGLIO COMUNALE  MA SICURAMENTE SAREMO NEL PROSSIMO , GRAZIE AL VOSTRO CONSENSO SEMPRE CRESCENTE , MA GIA’ DA ORA VOGLIAMO ESSERE CHIARI: SIAMO CONTRARI AD UNA ULTERIORE CEMENTIFICAZIONE, SPECIE AL DIVINO AMORE.

BASTA ANDARE OVUNQUE A MARINO PER RENDERSI CONTO DELLO SCEMPIO ATTUATO SUL NOSTRO TERRITORIO DA UN SINDACO CHE SARA’ RICORDATO  COME “IL SINDACO DELLE GRU”.

PALOZZI, NONOSTANTE CERCHI DI SCARICARE SU ALTRI RESPONSABILITA’ TUTTE SUE, E’ IL MAGGIORE ARTEFICE DI UN DISASTRO URBANISTICO INIZIATO CON UN PIANO REGOLATORE STUDIATO QUANDO GOVERNAVA NELLA PRIMA GIUNTA DI DESTRA A MARINO E CONDIVISO INSIEME A CHI, OGGI, E’ CON LUI NELL’ATTUALE MAGGIORANZA  OLTRE AD ESSERNE UNO SPREGIUDICATO  UTILIZZATORE (VIA CURIEL).

OGNI METRO QUADRATO DI CAMPAGNA SOTTRATTO OGGI AL NOSTRO TERRIORIO NON POTRA PIU ESSERE RESTITUITO ALLA COLLETTIVITA’, VIENE RUBATO AI NOSTRI FIGLI, CREANDO UN  UN DANNO PER CENTINAIA DI ANNI ALLE FUTURE GENERAZIONI.

CARI AMMINISTRATORI, STATE ATTUANDO UNO SVILUPPO EFFIMERO E DEVASTANTE,NON GIUSTIFICATO DEMOGRAFICAMENTE, CHE NON CREA POSTI DI LAVORO STABILI E QUALIFICATI, CHE NON CONVIENE ALLA NOSTRA COMUNITA’. GUADAGNANO  POCHI SPECULATORI (I SOLITI AMICI) A DISCAPITO DI TUTTI I SETTORI ECONOMICI E DELLE FAMIGLIE.

COSI NON SI COMBATTE LA CRISI, LA SI AMPLIFICA.

GLI ALTI ONERI CONCESSORI INTROITATI DAL COMUNE (DIVERSI MILIONI DI EURO) DI CUI  SI VANTANO GLI ATTUALI AMMINISTRATORI COMUNALI E GLI STESSI DIRIGENTI PREPOSTI A QUESTO SCEMPIO, SONO UN FUOCO DI PAGLIA: SERVONO A FARE CASSA SUBITO MA NON BASTERANNO A PAGARE I SERVIZI DOVUTI AI NUOVI RESIDENTI, AMMESSO, POI, CHE TUTTE QUESTE CASE SI VENDANO.

NOI DICIAMO “BASTA”.

E’ ARRIVATO IL MOMENTO DI PREVEDERE UNO SVILUPPO DIVERSO PER MARINO DOVE AL PRIMO POSTO SIANO LE FAMIGLIE E LA QUALITA’ DELLA VITA IN CUI CI SIA UN NUOVO RAPPORTO CON L’ IMPRENDITORIA PER FAR REALMENTE RIPARTIRE L’ECONOMIA CREANDO POSTI DI LAVORO QUALIFICATI, QUALIFICANTI E DUREVOLI DALL’UNICO SETTORE CHE OVUNQUE NEL MONDO E’ IN CRESCITA: LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE IN TUTTE LE SUE DECLINAZIONI (DAI RIFIUTI ZERO ALLE CASE A BASSO CONSUMO ENERGETICO).

MARINO E’ UNA ZONA A RISCHIO SISMICO 2, PERCHE’ NON SI RIQUALIFICANO GLI EDIFICI ESISTENTI MIGLIORANDONE LA SICUREZZA ED IL RENDIMENTO ENERGETICO CREANDO NUOVE OPPORTUNITA’ DI LAVORO?
PER OBIETTIVI COSI SFIDANTI CI VORRA’ BEN ALTRA CLASSE DIRIGENTE, BEN ALTRA ESPERIENZA, BEN ALTRA CAPACITA’ DI COSTRUIRE IL FUTURO INSIEME A TUTTA LA COMUNITA’.

FERMIAMOLI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI !!!!

Circolo Italia dei Valori Marino(facebook-blog IDV marino)
Scrivete  i vostri  suggerimenti  a :  italiadevalori.marino@yahoo.it

Oppure intervenite direttamente sul blog

IDV MARINO

Di Pietro attacca i giudici

dal corriere.it:

http://www.corriere.it/


cit on

La cena tra il premier, il Guardasigilli e due toghe chiamate a pronunciarsi sul Lodo Alfano: è polemica

ROMA – Scoppia la polemica nell’aula della Camera sulla Consulta e sulla cena, al centro di un’inchiesta de L’Espresso, alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e due giudici della Corte Costituzionale, Luigi Mazzella e Paolo Maria Napolitano, chiamati a pronunciarsi sul Lodo Alfano. «Il governo Berlusconi non ha organizzato nella casa del giudice Mazzella alcuna riunione» ha detto il ministro Elio Vito a Montecitorio, rispondendo a una interrogazione in merito del leader dell’Idv Antonio Di Pietro.

«INCONTRO CONVIVIALE» – «Molte settimane prima della data indicata, a maggio, il presidente Berlusconi, il sottosegretario Gianni Letta, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Carlo Vizzini e il giudice costituzionale Paolo Maria Napolitano hanno ricevuto un invio a cena con le rispettive consorti dal giudice costituzionale Luigi Mazzella. Si trattava di un incontro conviviale – ha spiegato Vito – che è conseguenza di rapporti di conoscenza e di stima antica organizzato nella prima metà del mese di maggio. In ogni caso antecedente al 26 giugno, quando la Consulta ha fissato al 6 ottobre la data di inizio della sua discussione sul lodo Alfano nominando il relatore».

«CENA CARBONARA E PIDUISTA»Parole che non hanno però soddisfatto Di Pietro. Il quale per tutta risposta, ha chiesto le dimissioni del ministro della Giustizia, Angelino Alfano e dei giudici Mazzella e Napoletano, presenti alla cena con il premier, di cui ha parlato L’Espresso. Replicando a Vito, il leader dell’Idv ha giudicato «inaccettabile» la risposta del governo su una «cena – ha detto Di Pietro – carbonara e piduista», con la quale, secondo l’ex pm, è stata «compromessa la credibilità della Corte» che deve essere «talmente indipendente che non dovrebbe in alcun modo essere oggetto di interferenze». Insomma, con quella cena «avete infangato la sacralità della Corte» e ora «qualsiasi decisione presa il 6 ottobre non sapremo mai se sarà frutto di indipendenza» o esito della «cena piduista», ha concluso Di Pietro.

BATTIBECCO DI PIETRO-BONDI – E il caso Mazzella è stato anche al centro di un battibecco tra il leader dell’Italia dei Valori e il ministro della Cultura Sandro Bondi. Quando l’ex pm Di Pietro ha preso la parola per illustrare la sua interpellanza al ministro Guardasigilli contro la cena che si è svolta tra i vertici dello Stato e due giudici della Consulta, ha usato toni molto forti. Che non sono piaciuti al ministro Bondi. Seduto ai banchi del governo, accanto al ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e a quello dei Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, Bondi ha più volte allargato le braccia scuotendo la testa e borbottando. Quando Di Pietro ha parlato di «giudici spregiudicati che infangano la Corte», anche Elio Vito ha guardato ripetutamente il presidente di turno, Rocco Buttiglione, sperando in un intervento. Che non è arrivato. «Vergognati! Vergognati!» ha a quel punto gridato più volte Bondi all’indirizzo di Di Pietro . Poi si è alzato continuando a inveire verso gli scranni dell’Idv. I commessi gli si sono avvicinati. Alla fine, il ministro della Cultura ha preferito abbandonare l’Aula.

01 luglio 2009


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