Archivio per ottobre 2009

Rutelli: “Il PD non è mai nato!”

Subject:
Rutelli: “Il PD non è mai nato” (un aborto) [da repubblica.it]
Date:
Sat, 31 Oct 2009 16:48:19 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

nel video:
Libro di Rutelli: “Lettera ad un partito mai nato”

http://www.youtube.com/watch?v=mu9I2qkrITU

Rutelli gigiona sul libro “Lettera ad un bambino mai nato” (di Oriana
Fallaci).

L’articolo:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/partito-democratico

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cit on
++

L’ex leader della Margherita ha annunciato oggi l’abbandono del Pd
E ha proposto una nuova alleanza tra “forze liberali, democratiche,
popolari”

Casini apre a Rutelli dopo l’addio al Pd
“Un percorso comune ora è possibile”

L’occasione per un confronto è offerto da un convegno di Liberal
Tema, l’unità nazionale: negli interventi convergenza nell’attacco alla
Lega

ROMA – Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini esprime grande
apprezzamento per la decisione di Francesco Rutelli di lasciare il Pd,
annunciata oggi in un’intervista al Corriere della Sera, e apre a una
futura alleanza: “Si può realizzare un percorso comune. – dice, a
margine di un convegno della fondazione Liberal – Non è un problema di
destra, di sinistra o di centro perchè bisogna parlare agli italiani un
linguaggio di senso che vada nella direzione di modernizzare il Paese in
modo da ancorarlo a valori seri in un momento di degrado”.

Il convegno di Liberal ha come tema quello dell’unità nazionale, e gli
interventi dei due leader attaccano entrambi la Lega. Infatti per
Rutelli “la Lega non è solo folclore. La Lega ha un potere dirimente
nell’attuale coalizione di governo. E’ contraria ai valori che hanno
determinato l’unità d’Italia. Dobbiamo lavorare ad un documento comune
in vista dei 150 anni dell’unità d’Italia che cadranno nel 2011: penso
che Fini condividerebbe questa iniziativa. Serve uno sforzo per far
emergere l’insostenibilità della presenza della Lega nelle istituzioni”.

Mentre Casini rimarca: “Alle prossime regionali l’Udc non si alleerà mai
con coalizioni che sostengano un Presidente della Lega”. Per il leader
Udc “la Lega ha una golden share nella politica italiana. La presenza
della Lega ha addirittura prodotto un effetto emulativo, per cui al Sud
scimmiottano con la Lega sud. Tutto questo è la fine dello Stato, la
fine dell’Italia”.

A margine del convegno, decisamente prove di alleanza tra i due leader
politici. A chi gli chiede se con l’ipotesi di avviare un percorso
comune con l’ex leader della Margherità ci sia la possibilità di
raddoppiare i consensi, Casini risponde: “E’ il minimo, sennò sarebbe un
insuccesso”.

Nell’intervista al Corriere Rutelli ha detto che “il Pd non è mai nato”
e che c’è spazio per costruire una nuova forza politica “unendo forze
liberali, democratiche, popolari in una sola proposta credibile: non
sarò solo”. E in particolare, riferendosi all’Udc, ha detto: “Casini è
un interlocutore essenziale. Ed è giusto guardare lontano: con proposte
serie, si può puntare a unire molte altre energie. Sino a creare, in
alcuni anni, la prima forza del Paese”.

Mentre Massimo D’Alema ha rifiutato di commentare la decisione
annunciata da Rutelli: avvicinato dai giornalisti a margine di un
convegno, il presidente di “ItalianiEuropei” ha voluto parlare solo
dell’ipotesi di una sua candidatura a responsabile della politica estera
della Ue.

(31 ottobre 2009)

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cit off
++

Commento:

Quindi?

E’ stato -Rutelli- il padre di un aborto?

Uno dei famosi “padri affondatori” che ha creato il mostro attuale che è
la politica?

Che ha distrutto la sinistra e ha consentito una destra -alla Mr B –

-di “ci penserà Papi”-

-di “alla democrazia ghe pensi mi”-

di andare al potere per un nuovo ventennio?

Buona continuazione con i parenti di Caltagirone (UDC) ..

Presto vedremo di che pasta è fatto Mr Bersani, se il nuovo Mr B è un
Ber, un Ber-sano, ma non lusco, ma sano .. e noi non dovremo essere
luschi (loschi), ma di sana e robusta costituzione republicana ..

: – )

Saluti felicità,

L

P.S.

Lo vedi ecco Marino ..
due stornelli ..
L’INNO DEL PIDDI’ (de rosso c’è solo er vino)

IDV MARINO

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Piero Grasso: “Con la mafia ci fu trattativa”

Subject:
Piero Grasso -attuale Procuratore Nazionale Antimafia- “Con la mafia ci fu trattativa” [Di Pietro: faccia i nomi!]
Date:
Wed, 21 Oct 2009 15:46:59 GMT
From:
L <parmenide_2002@yahoo.it>
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

Alcune note biografiche:
http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Grasso

l’articolo:
http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_18/grasso-mafia-trattativa

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cit on
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«il momento era terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva
stragista»

Grasso: «Con la mafia ci fu trattativa.
Salvata la vita di molti ministri»

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Di Pietro: «Parole gravissime. Adesso faccia i nomi di chi ha gestito
questa indecente mercificazione dello Stato»
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MILANO – La trattativa con la mafia nei primi anni ’90 c’è stata ed anzi
Cosa Nostra aveva capito di poter ricattare lo Stato. A sostenerlo è il
procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, intervistato dal Tg 3.
«Quando Riina dice a Brusca, come lui ci riferisce, che “si sono fatti
sotto” vuol dire che è scattato il meccanismo di ricatto nei confronti
dello Stato: la strage di Falcone ha funzionato in questo modo.
L’accelerazione probabile della strage di Borsellino può allora essere
servita a riattivare, ad accelerare la trattativa con i rappresentanti
delle istituzioni», dice Grasso. Per il procuratore «il momento era
terribile, bisognava cercare di fermare questa deriva stragista che era
iniziata con la strage di Falcone: questi contatti dovevano servire a
questo e ad avere degli interlocutori credibili. Il problema – continua
– è di non riconoscere a Cosa nostra un ruolo tale da essere al livello
di trattare con lo Stato, ma non c’è dubbio che questo primo contatto ha
creato delle aspettative che poi ha creato ulteriori conseguenze». In
ogni caso dopo l’arresto di don Vito Ciancimino e Riina «le stragi
prendono un’altra strada, ma continuano. Io ritengo – conclude Grasso –
che ci sia sempre un unico filo che collega le stragi iniziali, come
l’omicidio Lima, a tutte le altre, tra cui quelle mancate dell’attentato
all’Olimpico».

«LA TRATTATIVA HA SALVATO LA VITA A MOLTI MINISTRI» – L’intervista in
serata al Tg3 ha fatto seguito a un’altra, uscita sulla Stampa, nella
quale il procuratore nazionale antimafia sosteneva che la trattativa tra
Stato e mafia «ha salvato la vita a molti ministri. Anche via D’Amelio
-afferma Grasso- potrebbe essere stata fatta per “riscaldare” la
trattativa. In principio pensavano di attaccare il potere politico e
avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Martelli,
Andreotti, Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano
obiettivo – dice il magistrato – probabilmente perché capiscono che non
possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso
si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici».
Grasso, cita le carte processuali e anche di un “papellino” comparso
poco tempo prima del “papello”: «Potrebbe essere stato consegnato ai
carabinieri del Ros, al col. Mori che nega l’episodio, da uno strano
collaboratore dei servizi che chiedeva l’abolizione dell’ergastolo per i
capimafia Luciano Liggio, Giovanbattista Pullará, Pippo Calò, Giuseppe
Giacomo Gambino e Bernardo Brusca. Anche quelle richieste ovviamente
finirono nel nulla perchè irrealizzabili».

DI PIETRO: «ADESSO FACCIA I NOMI» – «Quelle di Grasso sono parole che
non avremmo mai voluto ascoltare». E’ di Pietro a reagire nel modo più
critico alle due interviste del procuratore: «Deve fare i nomi di chi ha
gestito questa indecente mercificazione dello Stato e della sua
dignità». «Piero Grasso – continua Di Pietro – deve dire quali politici
sono stati salvati e perché la mafia voleva ucciderli. Cosa avevano
promesso i politici? Cosa hanno ottenuto? Chi sono i porta nome e porta
interessi della mafia in Parlamento? Alcuni nomi li conosciamo: il primo
sarebbe stato Giulio Andreotti, uomo di “esperienza” nei rapporti con la
mafia, salvato dal reato di favoreggiamento per prescrizione; un altro è
Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia, oggi in appello con 9
anni di condanna in primo grado per concorso esterno in associazione
mafiosa». «Vogliamo tutti i nomi -prosegue Di Pietro- l’intera lista,
per poterli allontanare dalle istituzioni e processare, oltre che per i
reati più ovvi, anche per alto tradimento della Patria. Si, di questo
stiamo parlando e nessuno in uno Stato ha l’autorità per poter “vendere”
i suoi cittadini alla criminalita. I politici coinvolti nella trattativa
con la mafia -conclude Di Pietro- vadano a dare le loro indecenti
spiegazioni ai familiari di Giovanni Falcone, della moglie, Francesca
Morvillo, dei tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo,
Antonio Montanaro, a quelli di Borsellino, di Agostino Catalano, di
Emanuela Loi, di Vincenzo Li Muli, di Walter Eddie Cosina, di Claudio
Traina».

AGNESE BORSELLINO: «MIO MARITO TEMEVA DI ESSERE SPIATO» – «Stranamente
negli ultimi giorni che precedettero via d’Amelio, mio marito mi faceva
abbassare la serranda della stanza da letto, perché diceva che ci
potevano osservare dal Castello Utveggio». È questo un passaggio
dell’intervista rilasciata a La Storia Siamo Noi di Rai Educational, da
Agnese Borsellino, la moglie del magistrato ucciso assieme agli agenti
della scorta nella strage di via D’Amelio. L’intervista andrà in onda
lunedì alle 23.30 su RaiDue. Il castello Utveggio si trova sul monte
Pellegrino e domina dall’alto la città di Palermo; secondo alcuni
esperti di mafia, tra cui l’ex consulente di diverse Procure Gioacchino
Genchi, sarebbe stato un punto di osservazione da parte di apparati dei
servizi segreti.

18 ottobre 2009

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cit off
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Il fratello di Borsellino su dagospia:

http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-10199.htm

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cit on
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SALVATORE BORSELLINO: MIO FRATELLO UCCISO PERCHE’ SI OPPOSE A
TRATTATIVA…
(Adnkronos) – “La mia ipotesi e’ che Paolo sia stato ucciso perche’ si
era messo di traverso rispetto a questa trattativa di cui allora si
sentiva parlare come di ipotesi vaga, remota, mentre adesso, grazie alle
deposizioni di Ciancimino e l’ottimo lavoro di magistrati coraggiosi che
vanno avanti senza remore di alcun tipo, certe cose stanno venendo fuori
e incredibilmente tante persone che finora avevano taciuto sembtrano
avere riacquistato inmprovvisamente la memoria”. Lo ha detto Salvatore
Borsellino, fratello del giudice ucciso nella strage di via D’Amelio,
intervenendo alla trasmissione radiofonico ‘Radio anch’io’.

“Mio fratello fu ucciso – ha aggiunto Borsellino – perche’ nel momento
in cui gli venne prospettata questa trattativa si mise di traverso”. E
ha concluso: “Una cosa del genere lui non l’avrebbe mai potutta
accettare, deve essere stato veramente disgustato da quest’azione che
era in corso da parte di pezzi dello Stato. Lui l’avrebbe sicuramente
denunciata all’opinione pubblica se non l’avesse potuta fermare in altra
maniera, e

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per questo e’ diventato indispensabile eliminarlo”.
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cit off
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Commento?:
Diceva qualcuno (Di Pietro, per esempio) il silenzio è mafioso.

E allora eccoci qui, tutti alla finestra con le navi con i rifiuti
tossici affondate lungo le coste italiane, con i giornalisti morti
ammazzati (vedi Ilaria Alpi, ad esempio, che proprio di una inchiesta su
traffici di rifiuti tossici si interessava prima di morire), con i
dossier e i giornalisti con l’elmetto, salvo volere fare la fine di
Boffo, e poi in trincea tutti gli altri, meglio zitti, non si sa mai.

Ma una domanda nasce spontanea, direbbe Lubrano ..

.. ringraziando l’attuale Procuratore Nazionale Antimafia che ci rende
edotti sul fatto di contatti tra mafia & funzionari dello stato, per
nobili fini (salvare la vita a “politici”), lui dice, potremmo sapere
chi trattò e con chi(?), in cambio di cosa?

Saluti felicità,

L

IDV MARINO

Il Sindaco di Marino Palozzi & la “Monnezza”

PALOZZI HAI MESSO LE MANI IN TASCA AI CITTADINI MARINESI

IL BUSINESS DELLA “MONNEZZA”

OLTRE ALL’ADDIZIONALE IRPEF COMUNALE PORTATA DAL 4%° AL 7%° DAL 2007 L’ATTUALE GIUNTA IL 25 FEBBRAIO 2009 HA DELIBERATO L’AUMENTO DELLA TASSA SUI RIFIUTI DI 0,49 EURO PER METRO QUADRATO(GIA’ AUMENTATA DAGLI STESSI DEL 5% NEL 2008)E, PER CHI HA UNA CASA DI 100 M2 EQUIVALGONO NEL 2009 A 50 EURO.

OGNI SUDDITO MARINESE PAGA 50 EURO ALL’ANNO PER FINANZIARE L’INCAPACITÀ E L’INCOMPETENZA DEGLI AMMINISTRATORI.

INVECE DI PUNTARE ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA A MARINO LA GIUNTA PUNTA SULLA RACCOLTA DIFFERENZIATA STRADALE, L’UNICO SISTEMA PER NON RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO DI UN PAESE PULITO, COME DIMOSTRANO TUTTE LE STATISTICHE, L’UNICO SISTEMA PER ESSERE CERTI DI SOCCOMBERE RICOPERTI DI “MONNEZZA”.

I NOSTRI AMMINISTRATORI FANNO GRANDI ANNUNCI E PESSIMI INVESTIMENTI. RILASCIANO INTERVISTE PER CUI SEMBREREBBE CHE MARINO SIA PULITA ED ORGANIZZATA COME UN PAESINO SVIZZERO,MA LA REALTA’ E’ BEN DIVERSA.

AMMINISTRATORI COSÌ INCAPACI DOMANI DIRANNO DI AVER BISOGNO DI UN CANCRO VALORIZZATORE (OVVERO DI UN INCENERITORE) PERCHÉ NON SAPRANNO PIÙ COME SMALTIRE I RIFIUTI CHE CI SOMMERGERANNO ED ALLORA PUNTERANNO SU SISTEMI CHE OLTRE AD INQUINARE E AD ESSERE ECONOMICAMENTE DANNOSI ELIMINANO I PRODUTTORI DI RIFIUTI (I CITTADINI) INNALZANDO LA MORTALITÀ PER TUMORE.

IN FONDO LA SALUTE DEI CITTADINI E’ POCA COSA SE PARAGONATA AI GUADAGNI DELLA CASTA.

LA RACCOLTA PORTA A PORTA È UN CHIARO SEGNO DI CIVILTÀ, UN MODO CHE OGNI CITTADINO HA PER DIMOSTRARE IL PROPRIO AMORE PER LA SUA CITTÀ

QUESTI AMMINISTRATORI PENSANO DI AVERE A CHE FARE CON DEI SUDDITI INCAPACI E SPORCACCIONI…

E’ ORA DI CAMBIARE, DI AVERE PERSONE COMPETENTI, PERSONE IN GRADO DI FARE PROGETTI SERI E PORTARLI A COMPIMENTO CON TRASPARENZA INSIEME ALLA COMUNITA’ CHE LI ELEGGERA’.

LA CRISI ECONOMICA ED I PROBLEMI DELLO SVILUPPO NON SI SUPERANO CON L’IMPROVVISAZIONE.

DALLA PARTE DEI CITTADINI

IDV MARINO

La settimana politica di Crozza ..

E’ una cosa da ridere la situazione italiana?

Eppure c’è chi non la pensa così:


(prima parte Scalfari/De Bortoli)


(seconda parte Scalfari/De Bortoli)


(terza parte Scalfari/De Bortoli)

IDV MARINO

Mr. B. & il lapsus sui giudici pagati!

Subject:
Berlusconi: ho la fortuna di avere potuto spendere più di 200 milioni di euro per consulenze e giudici
Date:
Fri, 09 Oct 2009 16:31:51 GMT
From:
L
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[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

Berlusca e il lapsus sui giudici pagati (9ott2009)

http://www.youtube.com/watch?v=h-GnxZAUj3w

video di circa 1 minuto:

Lapsus?

Saluti felicità,

L

IDV MARINO

Cosa lodo? [sul significato del termine & info]

Subject:
Chi sa cosa sia un “lodo”? [sulla deriva del linguaggio epifenomeno della deriva dell’etica]
Date:
Wed, 07 Oct 2009 13:46:45 GMT
From:
L
Organization:
[Infostrada]
Newsgroups:
it.cultura.filosofia, it.politica, it.media.tv

http://it.wikipedia.org/wiki/Arbitrato

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cit on
++

Arbitrato
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

L’arbitrato è una procedimento stragiudiziale (cioè senza ricorso a
processo ordinario) per la soluzione di controversie civili e
commerciali, svolta mediante l’affidamento di un apposito incarico ad
uno o più soggetti terzi rispetto alla controversia, detti arbitratori,
normalmente in numero di 3, di cui 2 scelti da ciascuna delle parti ed
il terzo di nomina da parte di una persona al di sopra delle parti (es.
il Presidente di un Tribunale), i quali producono una loro

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
pronuncia, detta lodo,
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

che contiene la soluzione del caso ritenuta più appropriata.

La scelta di affidare la risoluzione della controversia ad un collegio
arbitrale

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può essere fatta dalle parti direttamente alla redazione del contratto
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con l’inserimento di una apposita clausola compromissoria o,
successivamente dopo l’insorgere della controversie, con la
sottoscrizione di un apposito accordo, il compromesso arbitrale.

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cit off
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Pensate di sapere?

errore:

http://klochov.splinder.com/post/17774438

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cit on
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e continuano a chiamarlo lodo

Sulla norma relativa alla sospensione dei processi per le più alte
cariche dello Stato, avrei tanto da dire. Ma proprio tanto.

Tuttavia so che lo faranno (e l’hanno già fatto) un po’ tutti. Cosa
dovrei aggiungere? Che l’uso di una legge ordinaria per regolare una
materia simile è fuori dal mondo? Che non sono riusciti nemmeno a
rispondere a tutte le censure della Corte Costituzionale? Che tutto
sommato è meglio così, almeno smetteranno di distruggere il sistema
giudiziario? O che invece potrebbe essere molto peggio perché Berlusconi
non si staccherà da uno di quei ruoli finché morte non li separi? E che
ve lo dico a fare?

Lasciatemi piuttosto una lamentela da purista, che magari non serve a
niente.

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Vi siete chiesti perché diamine questo normalissimo disegno di legge si
chiama lodo Alfano?
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Il lodo è la pronuncia che viene emessa in seguito ad un arbitrato. In
una controversia civile o commerciale tra due parti, invece di andare a
litigare in tribunale, ci si rivolge di comune accordo ad un terzo
soggetto (o più di uno) che deciderà secondo criteri di legge o di
equità. La “sentenza” pronunciata dall’arbitro si chiama, appunto, lodo.

In origine si parlò di Lodo Maccanico quando l’omonimo senatore della
Margherita durante la discussione della Legge Cirami nel 2002 (quella
che permette di chiedere lo spostamento di un processo per “legittimo
sospetto” sull’intero tribunale) per cercare di impedirne
l’approvazione, propose di sospendere i processi per le più alte cariche
dello Stato.

In realtà i problemi con la giustizia in Forza Italia non erano solo
quelli del Presidente del Consiglio. Vi ricorderete che all’epoca si
viveva in una costante “emergenza Previti”: l’accordo non fu trovato e
andarono avanti con la legge Cirami.

Si parlava di lodo, in quel caso, perché poteva sembrare la soluzione
condivisa ad una controversia tra i due schieramenti sui “problemi nei
rapporti tra politica e magistratura”.

La proposta fu rielaborata da Schifani nel 2003, trascinandosi dietro
sempre più impropriamente il nome “lodo”. Dopo la dichiarazione di
incostituzionalità del 2004, oggi ci riprova il ministro Alfano. E
continuano a chiamarlo lodo.

Forse perché questa volta al posto della Cirami c’è la ben peggiore
mega-bloccaprocessi, Previti è già stato assegnato ai servizi sociali e
il centro destra ritiene utile trovare un “accordo” sull’immunità del
Capo. Dalle mie parti, questo non si chiama lodo, si chiama ricatto: ma
si sa che in Italia, ormai, il nome vero delle cose non si può più dire.

O forse la mia ricostruzione dell’origine dell’uso fantasioso di un
termine giuridico è tutta sbagliata, e c’è qualche motivo diverso dalla
cialtroneria di questo paese che a me è sfuggito del tutto. Eventuali
correzioni sono ben accette.

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cit off
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Saluti,

L


IDV MARINO

sagra dell’uva di Marino 2009

sagra delluva di Marino

sagra dell'uva di Marino

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cit on
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http://www.castellinews.it/index.asp?id=6932&act=v&20091005

Marino/Sagra dell’Uva: domenica tra polemiche e miracoli “di-vini”

Migliaia di persone hanno affollato i viali della città per assistere agli splendidi eventi della manifestazione. Fischiati Costantino Vitagliano ed Eva Henger

Polemica con la Provincia: Palozzi prima diffida Zingaretti dal presentarsi alla sagra, poi i comunicati stampa ufficiali lo citano tra le autorità istituzionali invitate

Marco Montini

(Marino – Attualità) – Domenica scoppiettante alla Sagra dell’Uva di Marino. Il week-end si era aperto con il botta e risposta tra il sindaco Palozzi e il Consigliere Onorati, in merito al mancato finanziamento della Provincia a favore della Sagra. Il primo cittadino marinese aveva diffidato Nicola Zingaretti dal mandare i suoi gonfaloni e le sue rappresentanze istituzionali alla manifestazione culturale, trovando la ferma replica di Onorati: «chi è Palozzi per decidere di non invitare il Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, alla Sagra dell’Uva di Marino? La nostra festa è aperta a tutti». Morale della favola? Il Presidente non è venuto, nonostante i comunicati stampa ufficiali lo dessero tra le autorità invitate. E come se non bastasse gli altoparlanti di piazza Matteotti hanno sottolineato con vanto il patrocinio sulla Sagra da parte della Provincia di Roma, la stessa che, a detta di Palozzi, qualche ora prima «aveva indignato, indispettito, oltreché gravemente dispiaciuto per il grave affronto subito dalla festa, alla quale i marinesi tengono di più da quasi un secolo». Se non è una contraddizione questa, poco ci è mancato.

Contraddizioni e polemiche che comunque non hanno demotivato i migliaia di cittadini e turisti festanti, scesi tra i viali della città per assistere agli splendidi eventi di questa frizzante 85esima Sagra dell’Uva. Già all’ora di pranzo corso Trieste era stracolmo di giovani, piazza Matteotti pullulava di stand enogastronomici e bancarelle improvvisate e piazza San Barnaba offriva la scalinata della cattedrale al meritato riposo dei passanti. Tutti, e dico tutti, con in mano almeno un buon calice di vino rosso. Da sottolineare l’ottimo operato delle forze dell’ordine e della Protezione civile, accorse un paio di volte per prestare aiuto a coloro che avevano alzato un po’ il gomito…

Nel pomeriggio Marino è divenuta più che mai la protagonista della cultura e della tradizione, con la rievocazione del corteo storico del ritorno di Marcoantonio Colonna, impersonificato da Costantino Vitagliano, dall’amata Felice Orsini, interpretata da Sara Varone. Le due star televisive, insieme all’altra invitata d’eccezione, Eva Henger, sono state sonoramente fischiate dal folto pubblico marinese. Ben presto, però, l’entusiasmo ha vinto e la sfilata dei pregiatissimi abiti in stile d’epoca è continuata tra scroscianti applausi e graditi commenti. Poco prima del calar del sole, l’evento più atteso: il miracolo di-vino della Fontana dei Quattro Mori, dove l’acqua ha lasciato il posto al vino. È stato un momento davvero entusiasmante in cui tradizione storica del passato e socialità del presente hanno creato una Marino, in cui il tempo è sembrato fermarsi per rivivere i signorili fasti medioevali. Con l’arrivo delle stelle, la 85esima Sagra dell’Uva è sembrata spogliarsi del bellissimo tran-tran pomeridiano, lasciando spazio alle note musicali, alla danza e al canto delle piazze del centro storico. E come Lei, anche i marinesi hanno preferito rilassarsi aspettando i fuochi d’artificio di lunedì.

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cit off
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IDV MARINO