UDC e IDV una distanza siderale in 6 punti

Un partito si definisce tale quando raggruppa più cittadini sotto due aspetti determinanti: la coerenza e il programma. Sono l’unica identità di un partito politico che senza coerenza e programma, dunque, non ha ragione di esistere, se non per inseguire fini individuali. 
In queste ore sto assistendo ad una corsa sfrenata alla strumentalizzazione della mia posizione circa la contestazione torinese a Schifani. Pd e Udc, in realtà, sembra stiano solo cercando di trovare una giustificazione da offrire ai propri elettori su una scelta già fatta.
Proprio per questo, e per evitare confusione nell’elettorato, voglio ribadire che l’Italia dei Valori non è contraria ad un’alleanza con l’Udc per “partito preso”, come i media vogliono far intendere. Siamo distanti dal partito di Casini per divergenze sostanziali nei punti programmatici. Nell’Udc mancano quei due aspetti determinanti che devono appartenere ad un partito: la coerenza e il programma. Non c’è coerenza in un partito che, dopo aver abbandonato Berlusconi, sarebbe tornato di corsa al governo qualche settimana fa se non fosse stato per il rifiuto della Lega.
Vorrei sapere sul secondo aspetto, quello del programma, cosa pensa Casini in particolare di alcuni punti cardine dei nostri valori. 

– il primo: se intendono rinunciare al nucleare e a proporre politiche per la tutela dell’ambiente (raccolta differenziata, energie rinnovabili, no agli inceneritori,..).
– il secondo: se vogliono l’acqua pubblica, senza farsi influenzare dalle lobby collegate al partito e a Caltagirone.
– il terzo: se accettano senza riserve la regola della non candidabilità dei condannati (un presupposto che dovrebbe stare alla base di un partito che si ispira a valori cattolici come l’Udc, che invece ha fra i suoi eletti il senatore Totò Cuffaro).
– il quarto: se intendono lavorare per una legge elettorale nuova per mandare in soffitta la legge porcellum che proprio l’Udc votò contribuendo alla sua approvazione.
– il quinto: se intendono impegnarsi realmente nella lotta all’evasione fiscale, dopo aver contribuito (con la loro assenza in aula) a far approvare lo scudo fiscale.
– il sesto: se intendano metter mano una volta per tutte al conflitto di interessi, un cancro che oggi non affligge solo berlusconi ma tutta la classe politica del Paese.

Smarcati questi ed altri punti saremmo anche disposti a discutere di alleanze con l’UDC per un Governo, ma mi chiedo cosa rimarrebbe di quel partito, probabilmente solo lo scudo crociato. E’ questo il motivo per il quale è impossibile pensare ad un’alleanza fra l’Italia dei Valori e il partito di Casini, o meglio di Cuffaro.
I partiti, come tali, possono decidere qualsiasi alleanza a dispetto dei propri elettori. Ma chi rispetta il ruolo di un partito e della politica non può ignorare i cittadini e le loro aspettative. E per noi i cittadini ed i nostri elettori sono tutto.

Articolo pubblicato sul www.antoniodipietro.com

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